Taglio di luce

Light Bladedi Clara Lovisetti

“Non v’è bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere conseguita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo”.
Filippo Tommaso Marinetti, Manifesto del Futurismo (1909)

“Un’azione violenta sull’architettura storica” della Villa Reale a Milano. Così, in puro stile marinettiano, il giovane artista bolognese Nicola Evangelisti definisce la sua Light Blade, che come un fulmine ‘trafigge’ una colonna del porticato di Villa Reale nel lato che congiunge il cortile della Galleria di Arte Moderna con il PAC. Un’opera site-specific, ma soprattutto event-specific, vista la concomitanza con il grande evento commerciale e mediatico del Salone del Mobile che quest’anno includeva anche la rassegna Euroluce. Una realizzazione curata per la parte artistica da Gisella Gellini e Olivia Spatola, con il patrocinio del Comune di Milano e del Consolato Generale Britannico che, per l’occasione, presentava, nella stessa location della GAM, la mostra British Design Embassy a cura di Sir Paul Smith.
Light Blade non è un semplice abbellimento o una decorazione – ha spiegato Gisella Gellini – ma un’opera che pone l’accento sull’esperienza fisica ed emozionale della luminosità, in modo da creare una dimensione riflessiva e spirituale che coinvolge direttamente il fruitore. La lama di luce che attraversa l’architettura consente una rilettura del porticato in cui si trova attraverso la luce e il colore, creando nuova condizione di vivibilità di questo spazio, stimolando la partecipazione attiva dello spettatore”.
Light Blade trova infatti il suo senso nella sua alterità di corpo estraneo, ma anche di illusione percettiva, dove alla smaterializzazione dell’epoca digitale l’artista ha voluto contrapporre una struttura dalla forte presenza materica che fosse carica di luce, colore, movimento ed energia. Oggetto innovativo che racchiude la tecnologia ‘antica’ del neon, si compone di due elementi internamente cavi in acciaio inox, la cui superficie è stata lavorata con un’incisione perforante che permette la fuoriuscita della luce da ambo i fronti: “Il rapporto tra le superfici specchianti e trasparenti ha creato un dialogo tra questi due valori nell’imprevedibilità delle superfici diafane”, spiega l’artista. Il frontale diffusore, in plexiglas cangiante di colori, rifulge dell’alternanza luminosa di una griglia di tubi a catodo freddo, rigorosamente modellati a fiamma sulla base di tracciati vettoriali nei laboratori di Neon Stile.
Se, come ovvio, l’effetto luminoso cromatico trova una sua fruizione ideale nelle ore notturne, la presenza di superfici specchiate crea di giorno un gioco di bagliori con la luce naturale, ma anche di riflessi con l’immagine dello spettatore e dell’ambiente circostante.
“La sintesi segnica nel mio lavoro – ha spiegato Nicola Evangelisti – tende a costruire lo spazio tramite tessiture di luce. Generalmente lavoro sulle due dimensioni cercando di trovare soluzioni per arrivare ad una tridimensionalità illusoria grazie ad effetti ottici; questo mi porta a definire le mie opere strutture spaziali. Spesso mi sono chiesto se il mio lavoro possa rientrare nelle categorie di pittura o scultura: per certi aspetti si potrebbe parlare di scultura luminosa.
L’andamento della luce su piani curvi è un paradosso che ha conferme nella matematica della teoria della relatività. L’andamento caotico ed antiortogonale della luce è per me la fonte più interessante di ispirazione. Trovare una sintesi negli andamenti caotici è un modo per andare oltre la figurazione e penetrare le extradimensioni ipotizzate dalla scienza ma non percepibili ad occhio umano”.

Nicola Evangelisti nasce nel 1972 a Bologna, dove vive e lavora. Diplomatosi all’Accademia della sua città, dal 1995 inizia il suo percorso artistico che spazierà dall’installazione al light-box, dalla fotografia al video, con una costante attenzione al tema della luce sulla scia di una passione per lo Spazialismo e Lucio Fontana.

Pubblicato su LIGHTING ACADEMY